From RPA to agentic automation: the 4 steps
Move through the four levels: at each step autonomy grows, the technologies change and so does what the system can handle on its own. Click the stages or use the arrows.
RPA — robots that execute rules
"Bots" replicate clicks and data moves across systems on repetitive, predictable tasks. Very fast on structured flows, but blind to context: if data is ambiguous or the layout changes, they stop.
- Repetitive, rule-based tasks
- High speed on known flows
- Fragile: any exception halts the bot
IPA / Cognitive RPA — RPA that understands
A cognitive layer is added on top of RPA: AI and machine learning, natural language understanding (NLP), document reading (OCR and document understanding). Now automation handles unstructured input too — a PDF invoice, a customer email, a contract — and decides on models, not just fixed rules.
- Handles unstructured data
- NLP, OCR, document understanding
- Model-based decisions
Hyperautomation — automating automation
Not a single technology but a strategy: orchestrating RPA, AI, process mining, low-code/iPaaS and BPM together to scale automation across the enterprise. The key idea (Gartner): building "a process for automating the automations", systematically identifying what is worth automating.
- End-to-end orchestration
- Process mining to discover real processes
- From a single robot to a strategy
Agentic AI — the agentic era
Agents understand the goal, plan the steps, pick the tools, handle exceptions and act in context. Humans set the goals and supervise. Gartner predicts that by the end of 2026, 40% of enterprise apps will embed task-specific AI agents (up from less than 5% in 2025) — but calls for governance proportionate to risk.
- Plans and executes toward a goal
- Adapts to the unexpected
- Human-in-the-loop and governance
Intelligent Process Automation, Cognitive RPA e Hyperautomation: la guida 2026 per le PMI
Negli ultimi anni il vocabolario dell'automazione si è arricchito di termini che spesso vengono usati come sinonimi: Intelligent Process Automation (IPA), Cognitive RPA e Hyperautomation. In realtà descrivono tappe diverse di una stessa evoluzione, che porta dall'esecuzione di semplici regole verso sistemi capaci di comprendere, decidere e — sempre più — agire in autonomia. Per una PMI capire queste differenze non è un esercizio teorico: è il modo per evitare investimenti mal calibrati e per cogliere i benefici reali, che oggi sono misurabili. In questa guida facciamo chiarezza con dati aggiornati e fonti autorevoli.
Dalla RPA all'automazione intelligente: tre concetti da non confondere
La differenza tra i tre termini sta nel grado di "intelligenza" e nella scala dell'automazione.
RPA: i robot che eseguono regole
La Robotic Process Automation automatizza compiti ripetitivi e basati su regole: copiare dati tra sistemi, compilare moduli, riconciliare tabelle. È rapida da implementare e affidabile, ma cieca rispetto al contesto: se i dati sono ambigui o non strutturati, si ferma.
IPA e Cognitive RPA: la RPA che capisce
L'Intelligent Process Automation (detta anche Cognitive RPA) aggiunge alla RPA un livello cognitivo: intelligenza artificiale e machine learning, comprensione del linguaggio naturale (NLP), lettura di documenti (OCR e document understanding). Così l'automazione gestisce anche input non strutturati — una fattura in PDF, una email di un cliente, un contratto — e prende decisioni basate su modelli, non solo su regole fisse.
Hyperautomation: automatizzare l'automazione
La hyperautomation non è una singola tecnologia ma, secondo la definizione coniata da Gartner, "un framework e un insieme di tecnologie avanzate per scalare l'automazione in azienda". L'idea chiave è costruire "un processo per automatizzare le automazioni": individuare in modo sistematico cosa automatizzare e orchestrare insieme più strumenti. È il passaggio dal singolo robot alla strategia aziendale.
Lo stack tecnologico che abilita l'automazione intelligente
Dietro IPA e hyperautomation lavora un insieme di tecnologie che, combinate, coprono l'intero ciclo del processo (fonte: TechTarget, su tassonomia Gartner):
- Process mining e task mining — per scoprire e mappare i processi reali, non quelli "sulla carta".
- RPA — l'esecuzione automatica delle attività ripetitive.
- Piattaforme low-code / no-code e iPaaS — per costruire e integrare flussi senza scrivere codice complesso.
- BPM intelligente e decision management — per orchestrare i processi e gestire le regole di business.
- AI e machine learning, con NLP, OCR e computer vision — per comprendere testo, documenti e immagini.
- Virtual agent e chatbot — per l'interazione con persone e clienti.
2026: l'inizio dell'era agentica
Il baricentro del dibattito si è spostato sugli AI agent e sull'agentic automation: software in grado non solo di comprendere, ma di pianificare ed eseguire azioni verso un obiettivo, connettendosi a strumenti e dati esterni. Deloitte li descrive come "motori di ragionamento autonomi" che comprendono il contesto, pianificano i flussi di lavoro ed eseguono azioni, imparando e adattandosi.
Quanto velocemente sta accadendo? Secondo le previsioni di Gartner, entro la fine del 2026 il 40% delle applicazioni enterprise integrerà agenti AI specializzati, contro meno del 5% nel 2025; entro il 2028 un terzo (33%) delle applicazioni avrà capacità agentiche, da meno dell'1% nel 2024. È il passaggio degli AI agent da strumenti sperimentali a componenti integrati nei processi aziendali.
I benefici, in numeri
I vantaggi non sono più solo promesse. Il report Deloitte "State of AI in the Enterprise 2026" — basato su 3.235 leader aziendali e IT in 24 Paesi — quantifica i benefici già ottenuti dalle aziende che adottano l'AI nei processi:
- 66% ha ottenuto guadagni di produttività ed efficienza (il beneficio più citato);
- 53% ha migliorato insight e capacità decisionali;
- 40% ha ridotto i costi;
- 20% sta facendo crescere i ricavi grazie alle iniziative di AI.
Attenzione però alla profondità dell'adozione: solo il 34% delle aziende sta trasformando davvero il business (nuovi prodotti o processi reinventati), mentre il 37% usa ancora l'AI in modo superficiale, con scarso o nessun cambiamento ai processi. La differenza tra chi ottiene risultati e chi no sta nel ridisegnare i processi attorno alla tecnologia, non nell'aggiungerla "sopra" a flussi invariati.
Il rovescio della medaglia: perché molti progetti falliscono
L'entusiasmo va bilanciato con realismo. Gartner prevede che oltre il 40% dei progetti di agentic AI sarà cancellato entro la fine del 2027, a causa di costi crescenti, valore di business poco chiaro o controlli di rischio inadeguati. La maggior parte dei progetti è ancora in fase sperimentale, spinta dall'hype e spesso mal applicata.
C'è anche un problema di marketing: il cosiddetto "agent washing", cioè vendor che rinominano "agenti AI" prodotti esistenti — assistenti, vecchi robot RPA, chatbot — senza reali capacità autonome. Gartner stima che, tra le migliaia di fornitori che si presentano come "agentici", solo circa 130 lo siano davvero. Per una PMI la lezione è chiara: valutare le soluzioni sui casi d'uso concreti e sui risultati misurabili, non sulle etichette.
Governance: il vero collo di bottiglia
Quando il software inizia ad agire in autonomia, il tema non è più solo tecnologico ma di controllo. Eppure, secondo Deloitte, solo 1 azienda su 5 ha oggi un modello maturo di governance per gli agenti AI autonomi, mentre l'adozione corre più veloce delle regole. Gartner stima che entro il 2027 il 40% delle imprese declasserà o dismetterà agenti AI autonomi perché i problemi di governance emergono solo dopo gli incidenti in produzione.
La causa? Trattare la governance come un interruttore on/off — tutto bloccato o tutto fidato — invece di calibrarla sul livello di autonomia e di accesso ai dati di ciascun agente. Per le PMI questo è in realtà un vantaggio: partire in piccolo, con automazioni a basso rischio e controlli proporzionati, è la strategia che la ricerca premia.
Cosa significa per una PMI
Non serve essere una multinazionale per beneficiare dell'automazione intelligente. La strada efficace per una piccola-media impresa è incrementale:
- Partire dai processi giusti: attività ripetitive, ad alto volume e a regole chiare (ciclo passivo, onboarding, gestione documentale, customer service di primo livello).
- Misurare il punto di partenza con il process mining, per automatizzare ciò che conta davvero e dimostrare il ritorno.
- Aggiungere intelligenza dove serve: NLP e document understanding per gestire email, fatture e contratti non strutturati.
- Introdurre gli agenti con prudenza, mantenendo l'essere umano nel ciclo decisionale e una governance proporzionata al rischio.
In NoraSoft accompagniamo le aziende esattamente in questo percorso: dall'analisi dei processi all'automazione intelligente con AI, RPA e soluzioni su misura, con un approccio pragmatico orientato a benefici misurabili e a una crescita sostenibile nel tempo.
Conclusione
Intelligent Process Automation, Cognitive RPA e hyperautomation non sono mode passeggere ma tappe di un'evoluzione concreta, oggi sospinta dagli AI agent. I numeri 2024-2026 confermano benefici reali in produttività, costi e decisioni — ma anche che il successo non è automatico: dipende da scelte di processo, maturità di esecuzione e governance. Per una PMI, l'approccio vincente è iniziare in piccolo, misurare e scalare con metodo.
Fonti
- Deloitte — State of AI in the Enterprise, 2026 (3.235 leader in 24 Paesi) e Agentic AI insights / enterprise adoption guide.
- Gartner — Press release, 26 agosto 2025 (40% delle app enterprise con agenti AI entro il 2026); Predicts 2026: The New Era of Agentic Automation Begins.
- Gartner — Press release, 25 giugno 2025 (oltre il 40% dei progetti agentic AI cancellati entro fine 2027; "agent washing").
- Gartner — Press release, 26 maggio 2026 (governance uniforme e fallimento degli AI agent).
- TechTarget — Hyperautomation: definizione e stack tecnologico (su tassonomia Gartner).
- UiPath — Agentic automation (definizione del vendor).
Nota: le cifre relative al 2026-2035 sono previsioni di analisti (forecast) e vanno lette come tali. Le stime di dimensione del mercato dell'agentic AI provenienti da società di market research vendor vanno considerate con cautela.
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